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Emozioni, colori, sapori, suoni, odori, contatti, pensieri galoppanti... tradotti in parole... I cinque sensi all'opera, i fatti vissuti in prima persona: i nomi sono di fantasia ma la descrizione è reale, o almeno è la realtà come l'ho vista io. I vostri commenti sono benvenuti, solo condividendo le nostre esperienze possiamo migliorare...
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Preghiera per i bambini. A prayer for children
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Dec 21, 2009 7:54 am
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 Preghiamo per i bambini
che lasciano ditate di cioccolata ovunque,
che adorano il solletico,
che saltano nelle pozzanghere e rovinano i pantaloni nuovi,
che fanno i buchi quando cancellano il quaderno,
che non trovano mai le scarpe.
E preghiamo per quelli
che guardano il mondo dietro un filo spinato,
che non saltellano per strada con le scarpe da ginnastica nuove,
che sono nati in luoghi dove noi non andremmo mai,
che non vanno mai al circo,
che vivono in un mondo di ultima classe.
Preghiamo per i bambini
che ci regalano baci appiccicosi e manciate di liquirizie,
che si abbracciano di corsa e dimenticano i soldi per la merenda,
che spremono il dentifricio per tutto il lavandino.
E preghiamo per quelli
che non mangiano mai il dolce,
che guardano i loro genitori mentre loro li guardano morire,
che non hanno una stanza da rimettere in ordine,
le cui foto non stanno nel salotto di nessuno,
i cui mostri sono veri mostri.
Preghiamo per i bambini
che fanno i capricci al supermercato e che mangiano solo quello che gli piace,
che buttano i vestiti sporchi sotto il letto e non sciacquano mai la vasca,
che aspettano il topolino quando gli cade il dente.
E preghiamo per quelli
che mangerebbero qualsiasi cosa,
che non hanno mai visto il dentista,
che nessuno vizia,
che vanno a letto affamati e si addormentano col pianto.
Preghiamo per i bambini che vogliono essere portati in braccio,
e per quelli che devono essere portati in braccio per forza;
per quelli che soffochiamo di attenzioni,
e per quelli che afferrano qualsiasi mano abbastanza gentile da offrirsi.
We pray for children who put chocolate fingers everywhere, who like to be tickled, who stomp in puddles and ruin their new pants, who sneak Popsicles before supper, who erase holes in their math workbooks, who can never find their shoes.
And we pray for those who stare at photographers from behind barbed wire, who can’t bound in the street in a new pair of sneakers, who never go to the circus, who live in an X-rated world.
We pray for children who bring us sticky kisses and fistfuls of dandelions, who sleep with the dog and bury the goldfish, who hug in a hurry and forget their lunchmoney, who cover themselves with Band-Aids and sing off-key, who squeeze toothpaste all over the sink, who slurp their soup.
And we pray for those who never get dessert, who have no safe blanket to drag behind them, who watch their parents watch them die, who can’t find any bread to steal, who don’t have any rooms to clean, whose pictures are not on anybody’s dresser, whose monsters are real.
We pray for children who spend their allowances before Tuesday, who throw tantrums in the grocery store and pick at their food, who like ghost stories, who shove dirty clothes under the bed and never rinse the tub, who get visits from the tooth fairy, who don’t like to be kissed in front of the carpool, who squirm in church and scream in the phone, whose tears we sometimes laugh at, and whose smiles can make us cry.
We pray for those whose nightmares come in the daytime, who will eat anything, who aren’t spoiled by anybody, who go to bed hungry and cry themselves to sleep, and who live and move, but have no being.
We pray for the children who want to be carried and for those who must, for those who we never give up on and for those who don’t get a second chance. For those we smother … and for those who will grab the hand of anybody kind enough to offer it.
Ina J. Hughes, “A prayer for children”
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Scegli il frutto, Choose your fruit
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Nov 14, 2009 2:58 pm
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 Prego, accomodatevi... Oggi sono un frutto, a vostra disposizione per essere assaggiato. Come mi preferite? Peloso e saporito come un kiwi, liscio e succoso come una susina, scabroso morbido e rosso come una fragola, a doppio senso come una banana? O ancora, croccante e delizioso come una mela annurca o persino ispido solare e puncicante come un fico d'india? Qualunque frutto scegliate, sono pronto a darvi soddisfazione 
Please, come in! Today I am a fruit, at your disposal to be tasted. How do you prefer me? Hairy and tasty like a kiwi, smooth and juicy like a plum, irregular soft and red like a strawberry, double-sense like a banana? Again, crispy and delicious like an apple or even bristly, solar and prickly like a pear? Independent of your choice, I am ready to give you satisfaction
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LA CONGIURA DEGLI AROMI
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Oct 10, 2009 5:35 am
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La donna è come un frutto che esala la sua fragranza solo quando una mano la strofina. Prendi, ad esempio, il basilico: se non lo scaldi tra le dita non sprigiona il suo profumo. E lo sai che l'ambra va intiepidita e manipolata perché non trattenga l'aroma?
Con la donna accade lo stesso: se non la incoraggi con carezze e baci, con morsicchiature sulle cosce e abbracci stretti, non otterrai quel che desideri, non proverai piacere quando condividerai con lei la tua ottomana e lei non sentirà affetto per te...
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Impressioni di Settembre
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Sep 1, 2009 3:32 pm
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 Quante gocce di rugiada intorno a me cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no, è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odore della terra, odor di grano sale adagio verso me, e la vita nel mio petto batte piano, respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là sembra quasi un mare l'erba. E leggero il mio pensiero vola e va ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato resta fermo come me. Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono, adesso non lo so, sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso. No, cosa sono, adesso non lo so, sono solo, solo il suono del mio passo.
E intanto il sole tra la nebbia filtra già... Il giorno come sempre sarà.
PFM
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CON DONO ITALICO
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Aug 7, 2009 5:06 am
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DOVREI RIMETTERMI IN FORMA... FARE ESERCIZI, CONDURRE UNA VITA SANA, DORMIRE IL GIUSTO, SMETTERE DI MANGIARE SCHIFEZZE E DI BERE.
MA ASPETTO IL CONDONO...
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IL MOMENTO MIGLIORE
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Aug 4, 2009 8:21 am
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ESTATE, AGOSTO, CALDO TORRIDO...
EH, SI', QUESTO SAREBBE IL MOMENTO MIGLIORE PER STACCARE LA SPINA.
SE NON M'AVESSERO GIA' STACCATO LA CORRENTE...
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DANCING SOTTO LA PIOGGIA
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Jun 18, 2009 7:17 am
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 Mi è sempre piaciuto camminare sotto la pioggia. Senza ombrello e senza indumenti impermeabili.
Le gocce che picchiano la pelle e poi scorrono verso il basso, si uniscono alle altre, lasciano un senso di frescura. La camicia che aderisce al corpo, bagnando e scaldando al tempo stesso… Una sensazione bella, piena e difficile da descrivere. Qualche settimana fa mi trovavo a passare per piazza Navona al centro di Roma, e pensavo: duemila anni fa questa piazza era riempita di acqua come una piscina, per poi simulare battaglie navali e giochi d’acqua. Chissà come apparirebbe ora, piena d’acqua…
Nemmeno il tempo di terminare il pensiero che comincia a piovere, il classico acquazzone breve e violento di tarda primavera. Non ci ho pensato neppure un attimo, ero già sotto la pioggia, che mi sembrava tiepida, una meraviglia. Mi è venuto spontaneo camminare a passo di danza, un valzer immaginario: giro destro, giro sinistro con incrocio, e via, zum pa pa, zum pa pa… Credo che nessuno ci abbia fatto caso: erano tutti troppo impegnati a fuggire la pioggia, a cercare riparo, a frugare nella borsa per trovare l’ombrellino pieghevole… sconsiderati, non sanno cosa si sono persi!
E chissenefrega della cravatta rosso vermiglio che ha lasciato stampata sulla camicia la sua impronta, della giacca da ripulire… ho vissuto momenti di felicità pura. Caro Gene Kelly, io non ho nemmeno l’ombra della tua straordinaria capacità acrobatica, e posso solo avvicinarmi, senza arrivare, alla tua grazia di ballerino. Ma una cosa in comune l’abbiamo provata: cantando sotto la pioggia.
I like very much walking while it is raining, without umbrella and raincoat. The rain drops that hit the skin and then flow down join the others, leaving a feeling of chilliness. The shirt sticks to the skin, wetting and heating at the same time… It is a beautiful feeling, not easy to explain. Few weeks ago I was at Navona square, a beautiful place downtown Rome. I was thinking 2000 years ago Romans filled this square with water like a big pool, in order to simulate sea fights and plays of water. If we could repeat now this, how square Navona would appear? I had no time to finish my flight of fancy that it started to rain. No doubt, in a few second I was in the rain. Tepid drops, fantastic. I started dancing a slow valzer: turn right, then turn left crossing of the third step… zum pa pa, zum pa pa… Nobody was looking my dance-alone: everybody was running away the rain, looking for a shelter or seeking for a small umbrella inside the bag… Fools, they don’t know what they missed! Don’t care about the red tie that left its permanent mark on my skirt, or of the coat that needs to be cleaned… I experienced moments of pure happiness. Dear Gene Kelly, I have nothing of your immense acrobatic skill, and I can just try to approach your dancing ability. Nevertheless, we have experienced the same emotion, when singing in the rain.
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DEDICATO ALLE DONNE ALTRUISTE
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May 31, 2009 2:45 pm
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Noi uomini siamo meno poetici delle donne. Sui rapporti sessuali, poi, abbiamo spesso timore che le cose non vadano bene... A volte soffriamo della ansia da prestazione, altre volte abbiamo una paura ancestrale... che voi sul più bello smettiate di fare sesso con noi. È un residuo dei traumi adolescenziali, sono cicatrici antiche lasciate da ragazzine che a un certo punto avevano paura di "essersi spinte troppo avanti" e ci piantavano in asso dopo averci illusi che "stavolta è la volta buona". Perciò molti maschi preferiscono andare subito al sodo e guardano con sospetto ai preliminari. Riescono a gradire i tempi lunghi solo se hanno la certezza assoluta che poi, davvero, si porti a termine il rapporto. Se no stanno in ansia, contraggono i muscoli pelvici, e poi non riescono a godere.
E voi donne, come potete aiutarci? I preliminari sono troppo belli, non si può rinunciare a cotanta goduria. E allora... Fatevi toccare, poi afferrate il membro, agitatelo un po' e ditegli: «Adesso ti farò venire un sacco di volte, ma voglio farlo con calma che mi eccito di più. Quindi rilassati, respira profondamente e lasciami fare che ti insegno i preliminari». Per farci godere dovete comunque considerare che ci vuole un po' di tecnica. Delicatezza. Siamo convinti che il nostro coso è ipersensibile. Unghie, cerniere e sfregamenti sono strettamente proibiti. Generalmente l'uomo vive il sesso in modo quantitativo: più parti toccate contemporaneamente (magari seguendo ritmi diversi) più proverà piacere.
Alcuni sacri testi affermano che le zone maschili di massimo piacere sono una sotto le “chiappette” del glande e l’altra lungo la riga che corre tra l'ano e i testicoli. Sapete una cosa? E’ assolutamente vero...
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FIVE DUCKS VOLANO A SUD
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Apr 4, 2009 1:38 pm
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 “Five ducks fly south. Maybe we’ll see arrive only one duck. But its flight means that all had to fly, all had to fly...”
It is the refrain of a song of Francesco Guccini, a poet and folksinger I love. It tells the story of five ducks flying away an early winter. The flight is difficult, plenty of hidden dangers. One by one, the ducks fall down. Maybe only one of them shall arrive at destination, and this is enough to understand that all five ducks had to fly. In other words, if you fight you may win or lose. But if you renounce to fight, you have surely lost. How do you think about? Please, enjoy the beauty of the song’s Italian verse below.
“Cinque anatre volano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo sta a significar che bisognava volare, che bisognava volare.”
E’ il passaggio chiave di una bella e sconosciuta canzone di Francesco Guccini, un poeta e cantautore che ammiro per la capacità di creare sentimenti forti con i suoi versi. La canzone narra di cinque anatre che fuggono un inverno precoce, ma il volo è difficoltoso... Leggete qui sotto il testo per sapere cosa accade e come va a finire. A parer mio, la morale è che se tu combatti, puoi perdere o vincere, ma se rinunci a combattere, allora hai già perso.
Le cinque anatre
Cinque anatre volano a sud. Molto prima del tempo l'inverno è arrivato. Cinque anatre in volo vedrai contro il sole velato, contro il sole velato... Nessun rumore sulla taigà, solo un lampo, un istante ed un morso crudele: quattro anatre in volo vedrai ed una preda cadere, ed una preda cadere... Quattro anatre volano a sud: quanto dista la terra che le nutriva? Quanto la terra che le nutrirà... e l'inverno già arriva, e l'inverno già arriva. Il giorno sembra non finire mai; bianca fischia ed acceca nel vento la neve: solo tre anatre in volo vedrai, e con un volo ormai greve, e con un volo ormai greve... A cosa pensan nessuno lo saprà: nulla, pensan l'inverno e la grande pianura. E a nulla il gelo che il suolo spaccherà, con un gridare che dura, con un gridare che dura... E il branco vola, vola verso sud. Nulla esiste più attorno se non sonno e fame. Solo due anatre in volo vedrai, verso il sud che ora appare, verso il sud che ora appare...
Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo sta a significar che bisognava volare, che bisognava volare. Che bisognava volare, che bisognava volare...
F. Guccini
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